Chi, come e perché dovrà aggiornare la TV nel 2022 e nel 2023?

La data dello switch-off, che fino ad oggi sembrava inesorabilmente vicina, sembra improvvisamente essersi allontanata. Sebbene molti clienti possano ancora trovare vantaggioso il bonus per la rottamazione dei televisori, le date dello switch-off sono state spostate al 12 novembre, quindi non c’è più da preoccuparsi se il proprio televisore non vede i canali 100 e 200. Anche se il DVB-T2 sarà pienamente implementato, è improbabile che chi non riceve questi canali sia costretto a farlo. Anche se il DVB-T2 sarà pienamente implementato, è improbabile che chi non riceve questi canali debba aggiornare il proprio televisore.

Lo switch-off ricorda il passaggio dalle trasmissioni analogiche a quelle digitali, avvenuto nel 2012, che ha imposto a tutti i consumatori di cambiare il televisore o di acquistare un televisore digitale terrestre in grado di ricevere il segnale digitale. Lo spegnimento, iniziato nel 2020, doveva terminare nel 2022, ma ora è stato posticipato al 2023. Cosa succederà quindi a questa data e chi dovrà cambiare televisore?

Come trovare la data di switch off del vostro comune

Con l’introduzione dello spettro a 700 MHz, le frequenze assegnate alle emittenti televisive nella banda sub700 sono state riposizionate. Questa transizione al nuovo sistema digitale terrestre è nota come refarming. Durante il processo di refarming, nelle città interessate, possono verificarsi difficoltà di ricezione dei canali nel giro di un giorno (o in alcuni casi di molti giorni) a causa dello spostamento delle frequenze di trasmissione.

Questi probabili problemi non sono legati al proprio televisore e le procedure di riorganizzazione delle frequenze non richiedono la sostituzione del televisore o del decoder. Il governo ha messo a disposizione su questo sito uno strumento per verificare le date del refarming nel proprio comune.

Come faccio a sapere se devo sostituire il mio televisore?

Fortunatamente, è possibile rilevare se il televisore è riuscito a resistere al passaggio da MPEG-2 a MPEG-4 in un paio di secondi. Per farlo, accendete il vostro televisore attuale e navigate su un canale HD, come Rai Uno HD o Canale 5 HD.

Se il vostro televisore è in grado di riprodurre questi canali, sia audio che video, non dovrete modificarlo e sarà pronto per il passaggio al digitale terrestre.

In caso contrario, se il vostro televisore attuale è in grado di riprodurre solo l’audio di un canale HD ma non il video, significa che non dispone della funzione MPEG-4. Come indicato in precedenza, sarà necessario sostituire il televisore o, in alternativa, procurarsi un decoder separato in grado di supportare il nuovo formato.

Quali sono le date della transizione all’MPEG-4?

  • Tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2021
    nell’Area 1 (Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia)
    nell’Area 3 (Piemonte, Val d’Aosta, Lombardia e Trentino-Alto Adige).
  • Tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2022
    nell’Area 2 (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna).
  • tra il 1° aprile e il 20 giugno 2022
    nell’Area 4 (Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

Il nuovo switch-off è stato spostato al 2023

Tuttavia, l’adozione di nuove tecnologie prevista per il 2023 è molto più critica (in precedenza era prevista per il 2022). Infatti, il suddetto passaggio da MPEG-2 a MPEG-4 è solo la prima tappa verso la transizione definitiva, che porterà all’adozione di due nuove tecnologie di trasmissione, ovvero gli standard HEVC e DVB-T2, che sostituiranno l’attuale DVB-T.

Secondo la norma pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, l’attivazione del DVBT-2 per tutte le reti nazionali e locali doveva avvenire tra il 21 giugno 2022 e il 30 giugno 2022, ma ora è stata posticipata “a partire dal 1° gennaio 2023”.

Il passaggio al DVB-T2 e all’HEVC migliorerà la qualità della trasmissione del 50% rispetto al precedente, così come la stabilità del segnale, che tollererà meglio le interferenze. Tutto questo, ovviamente, a fronte di una minore occupazione di banda.

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